Impianti di videosorveglianza

Sempre più persone scelgono di installare nella propria abitazione degli impianti di videosorveglianza, per la protezione della propria incolumità e dei propri beni, mobili e immobili. A causa di una crescita esponenziale dei reati legati ai furti d’appartamento, alle effrazioni e alle violazioni di domicilio, aumenta il bisogno di sicurezza delle famiglie italiane. Per avere la protezione di cui si sente il bisogno, però, occorre informarsi in maniera approfondita e dettagliata su quali siano i sistemi di sorveglianza più adatti ed efficaci.

Oggi, vedremo quali sono gli elementi di base che compongono un impianto completo di videosorveglianza e quali sono le caratteristiche di un buon sistema di sicurezza.

La prima distinzione da fare è tra impianti di sorveglianza analogici e digitali. Benché siano ormai quasi completamente surclassati dal digitale, in quasi tutti i settori, ci sono ancora numerosi rivenditori che producono e commerciano sistemi di sicurezza analogici CCTV (Tv a circuito chiuso). Si tratta di impianti elementari, costituiti da dispositivi di registrazione basilari che rispettano delle linee comuni:

  • in base all’ampiezza dell’area da sorvegliare, sono installate una o più telecamere analogiche, di tipo televisivo;
  • le immagini registrate vengono poi trasmesse costantemente su uno o più monitor in serie (video multiplexing); questo tipo di impianti, in genere, richiede la presenza di persone fisiche impiegate al monitoraggio delle immagini trasmesse;
  •   idue sistemi, telecamere e monitor, devono essere collegati da un sistema di trasmissione, generalmente di tipo coassiale o via radio;
  • sensori di movimento;
  • infine, occorre procurarsi dei dispositivi di registrazione, che conservino le immagini riprese, nei limiti previsti dalla legge (tranne che in casi particolari, non più di 24 ore in totale).

Sebbene, dicevamo, questo tipo di impianti di videosorveglianza esistano ancora, a farla da padrona sul mercato odierno sono i sistemi in DVR, ovvero in Digital Video Recorder (Registrazione Video Digitale). Ciascun dispositivo di videosorveglianza digitale consta quantomeno di tutti questi elementi:

  • telecamere digitali: il loro numero, anche in questo caso, varia in base all’ampiezza dell’area;
  • computer in rete che siano dotati di software in grado di elaborare le informazioni ricevute e immagazzinarle, attraverso dispositivi ottici (dvd) o su hard disk;
  • sistema di collegamento tra i primi due: generalmente, si utilizza un sistema wi-fi, anche se sopravvive il cablaggio, quando c’è bisogno di coprire grandi distanze;
  • sensori di movimento e presenza.

Al sistema di base, possono aggiungersi altri dispositivi, come i led che illuminano l’area interessata all’occorrenza, o i visori notturni per consentire una migliore qualità delle immagini al buio. A differenza dei sistemi CCTV più tradizionali, gli impianti digitali hanno raggiunto un maggior grado di sofisticazione, soprattutto per quanto riguarda il loro livello di sensibilità. Esistono, infatti, diversi tipi di software che attivano o disattivano gli impianti di sorveglianza, in base alle esigenze specifiche dell’utente:

  • change detection: sistemi che si attivano solo quando nella “scena” ripresa si verificano dei cambiamenti (come ad esempio l’ingresso di una persona nel campo della telecamera);
  • activity detection: l’impianto si attiva quando rivela un certo numero di movimenti, che fanno scattare la soglia di attenzione minima;
  • tracking: il sistema non solo si attiva in presenza di movimento, ma è anche in grado di seguire gli spostamenti delle persone in campo;
  • riconoscimento e conteggio: software che sono in grado di “riconoscere” e segnalare la presenza di determinati soggetti, finanche contando il numero di volte in cui sono apparsi nelle immagini riprese.

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