Telecamere a circuito chiuso

Le telecamere a circuito chiuso sono delle apparecchiature che trasmettono immagini, in bianco e nero o a colori, ad un monitor o ad un kit di monitor. Questi ultimi possono essere anche dotati di meccanismi di registrazione digitale su hard disk, oppure tradizionale, su cassetta vhs.

Tale tipologia di telecamere può essere fornita di sistema ad infrarossi (ir) , senza fili (wireless), oppure meccanico, con meccanismo di movimento nei due assi. Le telecamere a circuito chiuso vengono consigliate e frequentemente utilizzate presso le amministrazioni pubbliche e gli istituti di credito, ma sono anche idonee per uso privato: vengono spesso installate all’interno e all’esterno delle ville e degli appartamenti.

Chiunque desideri optare per un impianto di videosorveglianza a circuito chiuso, deve tenere conto di diversi fattori, legati, in primis, al budget di cui dispone e alla tipologia di prodotto da installare. E’ poi fondamentale affidarsi ad aziende esperte nel settore, che sapranno consigliare il cliente basandosi su alcuni elementi fondamentali: l’esposizione della luce e le condizioni climatiche del sito ove deve avvenire l’nstallazione.

Le telecamere a circuito chiuso si distinguono, come già accennato sopra, in diverse tipologie: vi sono i modelli per visione diurna e le telecamere ad infrarossi. Queste ultime permettono il monitoraggio notturno. Esistono anche le telecamere senza fili o wireless, che evitano il cablaggio, ma presentano anche lo svantaggio di essere più vulnerabili alle infiltrazioni esterne. Per tale motivo, è consigliato optare per il modello cablato. Infine, il mercato offre le telecamere a sfera, idonee per la videosorveglianza interna degli appartamenti e delle ville.

L’uso più comune delle telecamere a circuito chiuso è relativo alla videosorveglianza di scuole, aziende, stabilimenti. Tali apparecchiature vengono utilizzate per monitorare le attività scolastiche, il comportamento dei dipendenti aziendali, i tentativi di effrazione negli stabilimenti, ma anche per proteggere i lavoratori contro clienti troppo adirati o violenti. In tal modo, i possibili malintenzionati vengono scoraggiati nei loro intenti criminosi.

In caso di evento criminoso in una struttura con videosorveglianza a circuito chiuso, la ricerca verrà infatti coadiuvata da video. Per contro, non sempre con tale tipologia di videosorveglianza si possono mostrare tutte le aree dell’edificio, neppure se le telecamere vengono posizionate in maniera corretta: chi conosce la struttura può ad esempio coprire le lenti delle apparecchiature con del chewing gum. Se poi le telecamere non vengono collocate correttamente, può verificarsi che zone della struttura a traffico elevato non vengano visualizzate.

Le telecamere a circuito chiuso sono indubbiamente la soluzione più idonea per il monitoraggio costante e la videosorveglianza di stabilimenti, istituti scolastici e bancari, ma, come descritto in precedenza, presentano anche dei limiti di visibilità. A ciò si aggiunge anche una polemica legata alle proteste dei dipendenti aziendali e solastici. Questo perché la videosorveglianza a circuito chiuso è una verifica costante della vita lavorativa quotidiana, che viola la privacy dei dipendenti.

In conclusione, le telecamere a circuito chiuso forniscono un sistema vantaggioso di videosorveglianza, capace di assicurare un monitoraggio globale ed efficace, il quale garantisce completezza, ma che, per limiti di privacy, spesso incontra l’opposizione di lavoratori e detrattori.